The Mercy Project – Intervista a James W. Delano

La fotografia di James Delano e’ piena di ombre in cui sfumano i contorni di paesaggi e persone alludendo forse a uno stato d’animo che non è solo di chi fotografa, ma anche di chi è fotografato. In mezzo ai nuovi scenari l’uomo si muove a tentoni, guarda davanti a sé smarrito, come se la vita nella sua precipitosa fuga in avanti lo avesse lasciato solo sul bordo della strada. In Giappone, dove la modernizzazione è cosa fatta, dove nessuno è più lanciato alla riscossa, lo si ritrova, perso e triste, fra le ombre delle proprie percezioni. E’ diventato un profugo, un senza terra. La sfida è stata così nuova e così grande che solo pochi sono riusciti a coglierla.”

Erano le parole di Angela Terzani scritte ad introduzione della bellissima mostra “Sulle orme di Tiziano Terzani” organizzata dalla Galleria Grazia Neri nel 2009.

Oggi James Whitlow Delano ha deciso di intraprendere una nuova sfida, personale ma con nobili intenti di compartecipazione a un tema che lo aveva colto e sconvolto a livello familiare, dopo la prematura scomparsa della sorella Jeanne. Il progetto culminerà a breve in un libro fotografico, come opera collettiva, in cui Delano stesso ha fatto confluire amici fotografi tra i più eccellenti al mondo (vedi sotto l’elenco completo).

Mi racconti come è nato il progetto e in che modo hai coinvolto gli altri fotografi?

Il progetto è iniziato quando ho visto le modalità con le quali il personale del San Diego Hospice si prendevano cura di mia sorella. Francamente avevo dei sensi di colpa nel vedere quanto impegno ci misero nel tentativo di darle un pò di serenità e pace. Così ho cercato il modo migliore con il quale avrei potuto esser loro riconoscente. Ho pensato che il modo migliore per aiutarli era quello di mettermi in contatto con gli amici del mondo della fotografia, affinché anche grazie a loro sarebbe stato più semplice a spargere la voce sulla casa di cura di San Diego, nella speranza di raccogliere fondi da devolvere. La prima idea era stata quella di organizzare un’asta di beneficenza, coinvolgendo gallerie fotografiche e musei. Ma ad esseri onesti non non trovai tutto l’appoggio di cui necessitavo e che speravo di ricevere. Ne fui inizialmente sorpreso ma ancor più motivato nel superare la miopia di molti. Non era la prima volta che mi ci scontravo in situazioni come queste e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima. Cambiai strada. Ho chiesto a circa 75 amici fotografi di mandarmi una loro fotografia che, secondo loro, comunicasse “grazia”. Volevo che mi spiegassero visivamente il loro personale significato di questa parola. Avevo fatto la mia richiesta il sabato e già la domenica sera ero in possesso di quasi 50 immagini. Non riesco a dirti quanto tutto questo mi commosse. Quindi presi coraggio e maggior fiducia tanto da chiedere ad altri amici di partecipare al progetto. Il libro ha un’opera per ciascuno dei 118 fotografi di cinque continenti. Non volevo che diventasse “La mostra di James Whitlow Delano”, volevo un lavoro collaborativo e molti di coloro che hanno partecipato sono indubbiamente alcuni dei migliori fotografi del nostro tempo. Inoltre sono stato estremamente fortunato nell’aver conosciuto, grazie alla mia cara amica Yumi Goto, l’editore giapponese Syunichi Nishiyama che ha deciso di lavorare con noi.

Quali sono le intenzioni di The Mercy Project?

In primo luogo quello di aumentare consapevolezza e fondi per sostenere le case di cura per malati terminali. E tutto ciò non con un reportage sugli ospedali, ma tramite una visiva affermazione che potesse infondere energia ed ispirazione, e che magari possa invitare i lettori a donare qualcosa, inizialmente, alle fondazioni ospedaliere di Stati Uniti e Giappone. Mi piacerebbe estendere il mio desiderio e la mia richiesta ovunque, ma da qualche parte dovevamo pur partire. Io vivo in Giappone, l’editore è giapponese e mia sorella ha ricevuto le cure negli Stati Uniti.

Quando verrà pubblicato il libro? Pensi che seguirà anche una mostra?

Il libro verrà distribuito a metà novembre. La prossima settimana (il 18 ottobre) lo manderemo in stampa. Ci saranno delle esposizioni, ma sto valutando diverse opzioni. Mi piacerebbe presentare il progetto in occasione di festival di fotografia perché questo è uno di quei progetti che coinvolgono meglio diversi tipi di pubblico.

The Mercy Project/Inochi

curato da James Whitlow Delano

Mado-Sha Publishing Co., Tokyo

designed by Guido Baravalle / de.MO

Fotografi (in ordine di apparizione): James Whitlow Delano, Lori Grinker, Marcus Bleasdale (VII), Jacob Au Sobol (Magnum), Agnes Dherbeys (VII Mentor), Renee C. Byer (The Sacramento Bee), Munem Wasif (VU), Arantxa Cedillo, Ken Light, Charles Pertwee, Sara Terry, Chris Steele-Perkins (Magnum), Suzanne Lee, A.K. Kimoto, Alexandra Boulat (VII), V.J. Villafranca, Tomas Munita, Nic Dunlop, Teru Kuwayama, Maggie Steber, Michael Kenna, Eric Rechsteiner, Ami Vitale, Lyndsey Addario (VII Network), Tim Hetherington, Balazs Gardi, Masaru Goto, Jeff Jacobson (Institute), Adam Ferguson (VII), David Coll Blanco, Yoshihiro Hagiwara, Don Bartletti, Stuart Issett, Sherpard Sherbell, Gilles Perrin, Andrea Frazzetta (Luz), Ed Kashi (VII), Moises Saman (Magum), J.B. Reed, Adam Dean (Panos), Nina Berman (Noor), Chantal Heijnen, Idalina Pedrosa, Lorenzo Castore (VU), Matthew Sleeth, Atsushi Okada, Jon Golden, David Geraghty, Alberto Giuliani (Luz), Yasuhiro Ogawa, Gary Knight (VII), Edward Burtynsky, Marc Asnin, Michael Wong, Anne Holmes, Daniel Traub, Greg Gorman, Shiho Fukada, Katharina Hesse, Kenji Hosoe, Brian English, Herb Ritts, Martin Parr (Magnum), Tamara Voninski, David Alan Harvey (Magnum), Jeremy Sutton-Hibbert, Jeff Dunas, Shelby Lee Adams, Macduff Everton, Andy Rain, Alessandro Belgiojoso, Seamus Murphy (VII Network), Andrew Kaufman, Kosuke Okahara, Justin Jin, Martin Reeves, Ron Haviv (VII), Q. Sakamaki, Paolo Pellegrin (Magnum), Marina Black, David Butow, John Vink (Magnum), Keri Pickett, John Stanmeyer (VII), Rena Effendi (Institute), Simon Larbelastier, Nick Nostitz, Toshiya Momose, Steve McCurry (Magnum), Francoise Callier, Will Baxter, Jae-Hyun Seok, Erika Larsen, Patrick Brown (Panos), Roger Lemoyne, Alice Smeets, Philip Blenkinsop, Sirio Magnabosco, Monika Bielskyte, Jean Chung, Guy Calaf, David Holgsholt, Beniamino Terraneo, Ken Kitano, Bob Black, Jonathan Luckhurst, Hiroshi Watanabe, David Dare Parker, Enno Kapitza, Simon Norfolk (Institute), Mark Peterson, Eikoh Hosoe, Andrew Jamieson, Kevin Chan, Kevin Lynch, Giovanni Del Brenna (Luz), Antonin Kratochvil (VII), Nick Vaccaro.


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2 comments

  1. Видео ролики · November 3, 2010

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  2. Pingback: Intervista a Yumi Goto, curatrice di fotografia in Asia | Not Only Photography

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