Rock & Fotografia – Intervista a Mattia Zoppellaro

Patti Smith, New York, 2010 ©Mattia Zoppellaro for Rolling Stone

Mattia Zoppellaro non è solo un ritrattista di icone rock. E’ bravo anche a raccontare storie. E non solo le “tribù urbane” (termine quasi spregevole), ma ci ha fatto conoscere carcerati, anziani invisibili e i sobborghi, soprattutto i loro abitanti di ogni tipo e status. Anzi, non soprattutto, sempre. Zoppellaro è bravo e ama la gente, o almeno ama fotografarle. Siano rockstar o senzatetto di Hackney.
Proprio da qui, Londra, ha risposto seccamente e in modo diretto a tutte le domande che gli ho mandato. Partiamo dalla Gran Bretagna.

Perché sei a Londra?
Amo la musica e la fotografia… per lavorare in questi 2 campi la scelta naturale è stata Londra (per innumerevoli band, etichette, riviste musicali).
Cosa odi e ami della città?
Amo Londra per la varietà degli input, per l’impossibilità di annoiarsi, per la sua cupezza, per il cosmopolitismo… Odio Londra perché è in Inghilterra e quindi per il clima, il cibo e il cattivo temperamento degli inglesi.
Le prime foto da professionista?
Per Colors Magazine nel Carcere di Massima Sicurezza “Due Palazzi” di Padova, per il numero Prisons.
Fotografi in studio?
Cerco di fotografare in studio il meno possibile… Non mi piace avere il totale controllo delle condizioni ambientali… Penso che il caso sia una peculiarità fondamentale della fotografia.
Il tuo sito ha 4 sezioni. Rock, People, Fashion, Stories. Musica: lo shooting più divertente?
Forse Jarvis Cocker… alle 2 di notte, per le strade di Dublino a fotografare i suoi colpi di kung fu.
Musicista/band più stronza?
Non è bello dire il nome (più per il giornale per cui ho scattato che per la persona ritratta)… è la sorella di una nota cantante R&B… peer pressure.
Musicista più sexy?
Forse Alexa Chung (che però è una presentatrice TV).
Il miglior live che hai fotografato?
Sicuramente Iggy, che mi ha rotto la lente con una microfonata.
E il migliore come spettatore?
Tricky (Nonantola 1996), One Dimensional Man (Padova 1997), Sonic Youth (Parigi 2000), Aphex Twin (Barcellona 2003), Roger Waters (Londra 2006), LCD Soundsystem (Milano 2007).
People. Giulio Andreotti è un divo?
Forse lo era di più Cossiga che…
Cosa hai detto/fatto a Francesco Cossiga per fargli fare quelle smorfie?
…si è prestato allo shooting con totale disponibilità e professionalità… quando gli ho chiesto di fare delle smorfie lo ha fatto.
Se potessi scegliere, chi fotograferesti?
I due nomi dei miei sogni sono Silvio Berlusconi e Abel Ferrara.
Perché?
Trovo le loro facce indescrivibili a parole, come quelle di poche persone (giudizi puramente estetici).
Fashion. Tre fotografi di moda che ammiri.
Innanzitutto Helmut Newton, senza di lui la fotografia di moda sarebbe ancora un “genere minore”; poi 2 fotografi che non si possono definire strettamente di moda, Nan Goldin, che fa scintillare anche la sporcizia, e August Sander per l’eleganza senza tempo che dona ai suoi soggetti, siano essi ragazzi di campagna, muratori, macellai… nella Germania pre-nazista.
Hai raccontato delle storie anche molto forti e in una maniera personale e coinvolgente. In tutte le foto c’è sempre un elemento comune: le persone. Perché?
Per riprendere il discorso di poco fa… adoro le persone perché sono imprevedibili, rendono impossibile pianificare un’immagine… a differenza di un bicchiere fotografato in uno studio, una persona non verrà mai identica in 2 scatti diversi.
Che storie vorresti affrontare?
Ho delle idee, ma vorrei svilupparle in foto prima di parlarne.

Mattia Zoppellaro vive e lavora tra Londra e Milano. Ha studiato allo IED e ha iniziato a lavorare presso Fabrica. Scatta, tra gli altri, per Mojo, Velvet e Rolling Stone Italia. E’ rappresentato in Italia da Contrasto.

*Ps: Grazie Mattia per l’intervista. Eh no, non sono francese! Eliseo

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