LaChapelle vs Rihanna

©Radaronline

Ben altri processi possono meritare morbose attenzioni. Sesso, soldi e potere. Ma anche certa stampa da distruggere, probabili minorenni e, tanto lattice e colori esplosivi. No, almeno per il momento il Tribunale di Milano non c’entra e la competenza è della corte di Manhattan. Uno dei fotografi viventi più quotati (e sopravvalutati) al mondo, David LaChapelle, ha citato in giudizio la pop star Rihanna. L’accusa alla cantante, alla sua etichetta e alla regista del nuovo video di Rihanna, S&M, è di aver esplicitamente utilizzato immagini che violano il diritto di copyright. Secondo gli avvocati di LaChapelle, ci sarebbero almeno 8 immagini della serie “Latex” copiati e inseriti nel video e inoltre i richiami ai colori, ai costumi, allo stile e alle luci sono senza dubbi dei plagi dell’iconografia dell’artista americano. Nel documento, riportato dal sito statunitense RadarOnline, si legge inoltre che, secondo fonti certe, la casa di produzione del video volesse sin da subito un’opera marcatamente “lachapelliana”.
In pieno stile “Wall Street” la dichiarazione del fotografo: “Niente di personale, solo affari”. Il mercato e i suoi affari lo portano a chiedere 4 milioni di dollari per danni e il rimborso di tutte le spese legali.
Il processo sarà avvincente e conoscere motivazioni d’accusa e di difesa potrebbe aprire scenari interessanti sull’argomento copyright. Per ora la pubblicità al nuovo album di Rihanna è garantita e se LaChapelle sia in bolletta non lo so. Sempre secondo Radaronline, il cachet del fotografo come regista (ha già lavorato per Christina Aguilera, Britney Spears e Jennifer Lopez) è di 1 milione di dollari. Forse qualcuno ha fatto male i conti.

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