Come si lavorava al National Geographic 20 anni fa

Lungi da me sentimenti di nostalgia, ma questo video stimola ad innalzare sempre di più i propri standard di qualità professionale, che ogni tanto sembrano oggi scomparsi.
Il video mostra il dietro le quinte della lavorazione al servizio di copertina “The Sense of Sight“, per un numero della versione americana del National Geographic. Era il 1992.

Advertisements

5 comments

  1. anna luccarini · January 5, 2012

    Eliseo grazie per questo video! ho lavorato con lo staff di National Geographic a Washington per la selezione delle immagini del loro primo catalogo…mi hai fatto ricordare molte persone e tanti, tanti piccoli aneddoti successi durante quella full immersion. Nessuna nostalgia, solo bellissimi ricordi di giorni pieni di confronti, incontri e tanta voglia di parlare di fotografia. grazie ancora! Anna

  2. NotOnlyPhotography · January 6, 2012

    Ciao Anna.
    Tanta, tanta invidia. Ovviamente l’invidia sana. Sarà stata sicuramente un’esperienza formativa ed umana indimenticabile e quasi unica. Il video è davvero una cosa fantastica. Mi ripeto, stimolante per i nostri tempi durissimi. Inoltre adoro l’eleganza del loro operare e le loro cravatte!

  3. Daniele Del Castillo · January 11, 2012

    Le cravatte sono l’unica cosa che non rimpiango :) Proprio alla fine si dice che la rivista è pronta per i quasi 40 milioni di lettori. Ecco 40 milioni di lettori perchè? Perchè se si lavora con qualità ed il tempo che occorre a produrla i lettori ci sono e oggi più che mai!!! Purtroppo i giornali non lo capiscono, tutto veloce e tutto pubblicità e tutto low cost. E’ un peccato perchè i margini ci sarebbero.

  4. NotOnlyPhotography · January 11, 2012

    A me son piaciute persino le cravatte e il loro stile post-yuppie! Hai ragione Daniele. Oggi ci sarebbero pi lettori che mai, se solo si riuscissero ancora a conquistare con la qualit. Mi stupisce che ci siano ancora quotidiani che attirino lettori con gli allegati seriali.

  5. Daniele Del Castillo · January 11, 2012

    Avendo lavorato per più di anni come fotografo al Corriere della Sera inserto Motori ti dico che purtroppo dei lettori interessa molto poco, è sempre la pubblicità che sceglie tutto. Ho avuto la fortuna di lavorare con un photo-editor di tutto rispetto e in una piccola redazione con uno stile simile a quello del video (tutto in misura ridotta). I lettori non sono la priorità ma gli inserzionisti. E’ buffo che nonostante le sovvenzioni statali non si riesca lo stesso a mettere il lettore al centro.

Comments are closed.